Si sta facendo pesante l’aria intorno a Christop Wulff, il presidente della Repubblica tedesco. Eletto nel 2010, in tutta fretta, per far dimenticare il suo predecessore Horst Kohler costretto alle dimissioni per una gaffe sulla missione in Afghanistan, rischia invece ora di macchiare ancora di più l’autorevolezza del proprio ufficio. E di diventare il secondo presidente costretto alle dimissioni in meno di due anni.
Tutto ha avuto inizio lo scorso dicembre quando la Bild ha rivelato che l’attuale presidente, quando era Presidente del Consiglio della Bassa Sassonia, aveva accettato un prestito di 500mila euro dall’imprenditore edile Egon Geerkens. Le leggi della Bassa Sassonia vietano ai funzionari pubblici di accettare denaro, anche in forma di prestito, da persone che potrebbero avere a che fare con il loro ufficio. Geerkens, è sì un amico personale di Wulff, ma è anche un imprenditore con ampi interessi in Bassa Sassonia. Il rischio di conflitto d’interessi è dunque più che giustificato.
Ma a mettere nei guai Wulff non è stato tanto l’aver accettato il denaro, quanto il negare di averlo mai ricevuto, durante un’interrogazione nel parlamento della Bassa Sassonia. E come se non bastasse, quando a dicembre scorso è stato informato che la Bild stava per pubblicare tutta la storia, avrebbe chiamato sia il direttore del giornale, Kai Diekmann, che l’amministratore delegato, Mathias Döpfner, facendo pressioni e minacciando denuncie perché la storia venisse insabbiata. Per molti un attacco alla libertà di stampa.
Da lì è come se la diga si fosse rotta e tutta una serie di piccoli e grandi scandali hanno iniziato a venire a galla. Dall’invito, a spese degli organizzatori, all’Oktoberfest fino all’ambiguità di alcuni finanziamenti. Ultima tegola di questi giorni le perquisizioni a casa di Olaf Glaeseker, il suo ex portavoce.
Un affare sempre più intrigato e comlicato, in cui scandali e finanziamenti sospetti si sovrappongono a storie di favoritismi. E con quel senso di praticità tipicamente tedesco, qualcuno ha avuto la buona idea di organizzare tutti gli scandali in un comodo wiki da consultare.