Bassoatesino

Piccoletto e tirolese

Le dimissioni di Wulff possono danneggiare la Merkel?

February 17th, 2012

La risposta è no. Stando al sondaggio settimanale della Forsa, pubblicato su Stern lo scorso mercoledì, la CDU di Angela Merkel, resta fissa ancorata al 38% del consenso degli elettori tedeschi. Il risultato più alto da anni a questa parte (tanto per intenderci, alle scorse elezioni federali del 2009 i cristiano democratici si fermarono al 33,8%). Insomma, la CDU è con il vento in poppa e veleggia intorno ai suoi massimo storici. Da tempo ormai gli elettori tedeschi non vedevano più in Christian Wulff un esponente del partito della Cancelleria e i suoi guai vengono giudicati responsabilità personale. La Merkel stessa, inoltre, è stata molto attenta in questi mesi, nei quali lo scandalo cresceva, a difendere l’istituzione della presidenza senza mai difendere fino in fondo la persona di Wulff.

A preoccupare di più la leader dei cristiano democratici, probabilmente, in vista delle elezioni del 2013 è il tracollo degli alleati liberali della FDP, crollati ormai nei sondaggi Forsa a un misero 2% (nelle elezioni del 2009 avevano il 14,6%). Mai nella loro ultracinquantenaria storia il partito che fu di Hans-Dietrich Genscher era caduto così in basso, spaventosamente lontano dalla soglia di sbarramento e a un passo dalla scomparsa. Si votasse oggi alla Merkel mancherebbe un alleato per poter fronteggiare un eventuale unione tra i Verdi e la SPD.

Ed è anche per questo che la Cancelliera sta lavorando per spaccare questa possibile alleanza e riproporre magari, anche alla luce della crisi internazionale da affrontare, un ritorno alla Grosse Koalition con i socialisti. Oppure osare e tentare l’inedita carta di un’allenza tra la CDU e i Verdi.

Nonostante la Merkel goda della fiducia dell’elettorato non mancano, in buona parte dei commentatori tedeschi, forti critiche al suo operato. Da destra e sinistra la si accusa di non avere, al pari di un Helmut Kohl, una visione di ampio raggio per la Germania, ma di limitarsi a una politica del giorno per giorno, un tatticismo che la spinge a cercare il successo alle prossime elezioni, senza però avere un reale progetto per il futuro della Germania in Europa.

Per una Skoda scontata

February 5th, 2012

Nelle sabbie mobili, più ci si muove, più si affonda. E’ quello che sta accadendo al presidente della Repubblica tedesca, Christian Wulff, sempre più invischiato in guai giudiziari e imbarazzi politici.

Dopo essere finito sotto accusa dai media per aver minacciato la Bild per non far pubblicare una storia di un finanziamento ambiguo, dopo che la procura di Hannover ha aperto un’indagine sul suo ex portavoce Olaf Glaesekers per corruzione, dopo che sono emersi i suoi rapporti poco chiari con il faccendiere Manfred Schmitd, emerge ora che quando era a capo del governo della Bassa Sassonia, azionista di maggioranza della Volkswagen, si fece dare a titolo privato una Skoda (gruppo Volkswagen) a un prezzo di favore.

Al di là dell’inopportunità politica di approfittare del proprio ruolo di consigliere d’amministrazione, ruolo ottenuto solo per il proprio incarico pubblico, per avere un vantaggio economico, se la cosa risultasse vera sarebbe un reato. Le leggi della Bassa Sassonia vietano infatti ai membri del governo del Land di ottenere qualsiasi tipo di favore economico da parte di aziende.

Forse non è il suo guaio peggiore, ma sicuramente un altro passo verso un declino politico che ormai sembra inarrestabile. Secondo un recente sondaggio solo il 16% dei tedeschi ormai avrebbe ancora fiducia nel proprio Presidente della Repubblica.

Tutti gli scandali del presidente

January 22nd, 2012

Si sta facendo pesante l’aria intorno a Christop Wulff, il presidente della Repubblica tedesco. Eletto nel 2010, in tutta fretta, per far dimenticare il suo predecessore Horst Kohler costretto alle dimissioni per una gaffe sulla missione in Afghanistan, rischia invece ora di macchiare ancora di più l’autorevolezza del proprio ufficio. E di diventare il secondo presidente costretto alle dimissioni in meno di due anni.

Tutto ha avuto inizio lo scorso dicembre quando la Bild ha rivelato che l’attuale presidente, quando era Presidente del Consiglio della Bassa Sassonia, aveva accettato un prestito di 500mila euro dall’imprenditore edile Egon Geerkens. Le leggi della Bassa Sassonia vietano ai funzionari pubblici di accettare denaro, anche in forma di prestito, da persone che potrebbero avere a che fare con il loro ufficio. Geerkens, è sì un amico personale di Wulff, ma è anche un imprenditore con ampi interessi in Bassa Sassonia. Il rischio di conflitto d’interessi è dunque più che giustificato.

Ma a mettere nei guai Wulff non è stato tanto l’aver accettato il denaro, quanto il negare di averlo mai ricevuto, durante un’interrogazione nel parlamento della Bassa Sassonia. E come se non bastasse, quando a dicembre scorso è stato informato che la Bild stava per pubblicare tutta la storia, avrebbe chiamato sia il direttore del giornale, Kai Diekmann, che l’amministratore delegato, Mathias Döpfner, facendo pressioni e minacciando denuncie perché la storia venisse insabbiata. Per molti un attacco alla libertà di stampa.

Da lì è come se la diga si fosse rotta e tutta una serie di piccoli e grandi scandali hanno iniziato a venire a galla. Dall’invito, a spese degli organizzatori, all’Oktoberfest fino all’ambiguità di alcuni finanziamenti. Ultima tegola di questi giorni le perquisizioni a casa di Olaf Glaeseker, il suo ex portavoce.

Un affare sempre più intrigato e comlicato, in cui scandali e finanziamenti sospetti si sovrappongono a storie di favoritismi. E con quel senso di praticità tipicamente tedesco, qualcuno ha avuto la buona idea di organizzare tutti gli scandali in un comodo wiki da consultare.