E’ scoppiata la guerra. Der Spiegel online paragona il capitano Schettino, quello che ha abbandonato la Costa Concordia naufragata, con tutti gli italiani e tira fuori tutti i luoghi comuni sul Belpaese. A Repubblica.it Andrea Tarquini legge il pezzo, s’arrabbia e risponde per le rime, tirando fuori tutto l’armamentario sui tedeschi: dal nazismo agli emigranti maltrattati. A dare inizio alle danze di pensa Jan Fleischhauer, editorialista, dichiaratamente conservatore, dell’edizione online di Der Spiegel. Scrive Fleischhauer:
“Mettetevi una mano sul cuore. Qualcuno si è forse sorpreso che lo sfortunato capitano della Costa Concordia fosse un italiano? Ci si può immaginare che una simile manovra, inclusa la fuga finale, l’avrebbe potuta fare un tedesco, o meglio ancora, un inglese?. In fondo quel tipo d’uomo lo conosciamo dalle vacanze al mare: un uomo dai grandi gesti e dalle dita parlanti. All’inizio innocuo, basta non farlo avvicinare troppo ad apparecchi troppo grossi. Come si è dimostrato. Fare Bella Figura (in italiano nel testo), si chiama lo sport nazionale italiano del farsi notare dagli altri”.
Fleischhauer ammette di essere scorretto e di essersi spinto troppo in là. Ma poi, prosegue, gli stereotipi nazionali sono come quelli su uomini e donne. Ufficialmente li abbiamo superati. In realtà continuiamo ad usarli. E in fondo, osserva, “non bisogna fare uno studio genetico per rendersi conto che esiste una differenza tra i popoli”. Da qui Fleischhauer inizia un lungo panegirico per dimostrare che è nella differenza tra i popoli che si annida il fallimento dell’Europa unita e della moneta unica.
“Se oggi si parla della diversa solidità dei diversi paesi non è forse un modo elegante per parlare di pregiudizi nazionali?. Per rendersi conto che il progetto dell’Euro non poteva andare bene non c’era bisogno di studiare economia. Bastava farsi un giro a Napoli o nel Peloponneso.”
A sua difesa va detto che Fleischhauer si muove al limite del grottesco, giocando pericolosamente con il politicamente scorretto. Un genere letterario molto irriverente e spiritoso per chi lo scrive, spesso molto meno per chi lo legge.
E infatti non tarda ad arrivare da Repubblica la dura replica di Andrea Tarquini. Per il giornalista italiano il ragionamento di Fleischhauer forse “sarebbe tanto piaciuto al ministro della Propaganda del Reich, Joseph Goebbels”. E poi continua
“peccato che Fleischhauer si dimentichi o finga di dimenticarsi che la riunificazione tedesca fu finanziata dal resto d’Europa, perché i costi del risanamento della Germania Est in bancarotta spinsero la Bundesbank a un aumento spaventoso dei tassi. Il quale portò ad aumenti dei tassi a catena in tutta Europa, prima dell’euro, rovinando le altre economie, non quella tedesca. “
per poi concludere
“vogliamo parlare di carattere nazionale? Americani e britannici troppo generosi e spendaccioni per l’ex nemico, italiani, spagnoli e turchi troppo laboriosi alle linee di montaggio Volkswagen o Mercedes? E tedeschi incorregibili dopo la Weltanschauung nata da loro tra il 1933 e il 1945 secondo cui le nazioni non sono comunità di valori come nel mondo moderno, bensì solo razze come cavalli e cani?”
Intanto su Facebook Flaischauer si becca le reprimende dl alcuni suoi lettori e la Tageszeitung sta a bordo campo godendosi lo spettacolo. E si ricorda di un progetto del Goethe Institut del 2010, pensato proprio per i giornalisti, che aveva come scopo “bandire i luoghi comuni e riaccendere la curiosità reciproca”.
Scomettiamo che ne vale la pena? ci si diceva allora.
Update: allo Spiegel ha risposto anche l’ambasciatore italiano a Berlino. Michele Valensise. Der Spiegel ha pubblicato la sua lettera nella pagina dell’articolo di Flaischbauer. Qui la traduzione in italiano.