Bassoatesino

Piccoletto e tirolese

Cosa fa paura a Facebook?

February 2nd, 2012

Di cosa ha paura Facebook? Quali sono i potenziali pericoli che potrebbero mettersi sulla, per ora tranquilla, strada verso il successo di Mark Zuckerberg. Nell’Ipo con cui si è presentata a Wall Street l’azienda ha dovuto raccontare tutto di sé: numeri, cifre, progetti per il futuro, ma anche un’analisi dei potenziali rischi. La Frankfurter Allgemeine è andata a spulciare il documento e ha stilato una lista delle cinque più grandi paure di Facebook:

  • Facebook è cresciuto in modo straordinario negli ultimi anni raggiungendo gli 845 milioni di utenti. “Molti altri social network hanno avuto crescite veloci, per poi iniziare a perdere utenti”. E l’esempio va subito a MySpace
  • 85% degli utili vengono dalle inserzioni pubblicitarie. Ma non è detto che le aziende continuino a trovare profittevole investire sul social network avvertono quelli di Facebook. La percentuali di utenti che accede via Smartphone è in costante crescita e lì, per ora, la pubblicità non c’è.
  • A noi Facebook può sembrare praticamente un monopolio. Ma la concorrenza non sta certo a dormire. E se per ora Google+ sembra un’anatra zoppa, ci sono ancora molti paesi nel mondo in cui Facebook non esiste o è in minoritario. In Corea c’è Cyworld, Mixi in Giappone, Orkut (che poi è Google) in Brasile e in India, vKontakte in Russia, Renren in Cina. Tutte realtà che ora dominano nei rispettivi paesi ma che sono presenti anche nel resto del mondo. E che possono allargarsi nei prossimi anni
  • I governi non aiutano. Al di là delle censure che Facebook può trovare in paesi come l’Iran, la Siria o la Cina, il social network di Mark Zuckerberg si trova ad affrontare in ogni paese legislazioni sulla privacy diverse (e in Germania sono severissimi). Tutte cose che possono frenare o ritardare l’espansione
  • Zuckerberg sostiene che il suo fine non è la creazione di utile, ma l’allargamento del network. E gli sviluppatori seguono questa linea. Sono spinti a sviluppare sempre nuovi prodotti e lanciarli online. Nei suoi documenti il social network dunque spiega l’azienda produce di continuo nuove soluzioni, che a volte però potrebbero ridurre e non aumentare i ricavi. Certamente non il genere di frase che un investitore ama sentire, glossa la Faz.