Anche la Germania è stata stregata dall’Isola. Per il sesto anno consecutivo va in onda su Rtl, Ich bin ein star, holt mich hier raus (Sono una star, tiratemi fuori di qui), conosciuto da tutti però come Dschungelcamp, la versione teutonica dell’isola dei famosi. E i tedeschi hanno perso la testa. In Germania non funziona come in Italia dove su ogni canale si può passare dall’altissimo al bassissimo in pochi secondi. Lì, a partire dai quotidiani, ogni cosa resta ben circoscritta nel proprio ambito. Di qua ci sono la Frankfurter Allgemeine Zeitung, serioso e autorevole giornale conservatore o la Ard, la televisione pubblica votata (quasi) solo al servizio pubblico. Dall’altra c’è la Bild, il giornale popolare da cinque milione di copie con annessa modella seminuda a pagina tre e Rtl, la televisione che manda in onda tutto ciò proprio non è servizio pubblico. Come appunto l’isola dei famosi.
La peculiarità di Dschungelkamp (capitata anche da noi per altro) è che lo spettacolo di mezze celebrità fallite, disposte a rotolarsi nella sporcizia per uno scampolo di luce della ribalta, sta risvegliando gli interessi morbosi anche dei media “alti”. Der Spiegel in un’intervista al vincitore dello scorso anno, definisce la trasmissione “l’osservare gli ultimi sussulti della zampe di un ratto, agonizzante a bordo strada”. Cionostante la versione online dell’autorevole settimanale al Reality dedica un ampio speciale riccamente illustrato. Anche la Sueddeutsche Zeitung, serio quotidiano di Monaco di Baviera non resiste e, fingendo uno sguardo un po’ snob, piazza lì la gallery sui concorrenti o l’approfondimento serioso.
Non che i tedeschi non amino i divertimenti popolari. Anzi, tutt’altro. Da decenni ormai uno degli eventi più seguiti è il Musikantenstadl, una specie di festival itinerante di musica popolare. Uno spettacolo al cui confronto il Festival di Sanremo si alza ai livelli di Woodstock. Qualche anno fa l’ospite d’onore al Musikantestadl, quello che portava la musica straniera di qualità (tipo Bruce Springsteen a Sanremo) è stato Albano Carrisi. Però era come se avessero ben chiara la divisione tra ambiti. Di qua il Musikantenstadl. Di là il Festival di Bayreuth. Una volta si sarebbe detto Cultura contro Civilizzazione. Ma ora anche questo muro di Berlino sembra caduto.
La sesta edizione di Dschungelcamp è ormai quasi alla fine. Ailton, ex calciatore brasiliano di Werder e Schalke, considerato alla vigilia uno dei favoriti, è stato eliminato da tempo e ormai a contendersi la vittoria sono rimasti in tre. Tra di loro anche una vecchia conoscenza del pubblico italiano: Brigitte Nielsen, madre d’arte, visto che suo figlio ha partecipato a una delle edizioni italiane del programma.
Update al 29 gennaio: Alla fine ha vinto proprio Brigitte Nielsen