Bassoatesino

Piccoletto e tirolese

Chi protegge dai protettori?

January 31st, 2012

Verfaschungschutz. Con questa parola, che sfrutta appieno la capacità della lingua tedesca di unire due parole tirando fuori un significato che va oltre la somma dei singoli termini, i tedeschi indicano i loro servizi segreti. Tradotto letteralmente è l’unione delle parole Verfassung, Costituzione, e Schutz, protezione. e significa,  servizio che protegge la costituzione. O almeno che dovrebbe farlo.

 

La domanda che molti tedeschi si fanno oggi è infatti fino a che punto i servizi oggi siano una protezione o una minaccia. E’ infatti venuto fuori che almeno 27 deputati della Linke sono stati tenuti sotto controllo negli ultimi anni. Tra di loro anche Gregor Gysi, capogruppo al Bundestag e storico leader del Sed, uno dei due movimento alla base della Linke. Per maggiore sfortuna dei servizi, la notizia è venuta fuori proprio nei giorni in cui si scopriva che una cellula neonazista era stata attiva negli ultimi dieci anni, compiendo almeno dieci omicidi, senza che nessuno dei servizi se ne accorgesse. Insomma, l’immagine che ne veniva fuori era che mentre i servizi sorvegliavano i deputati di sinistra sotto il loro naso (se non addirittura con la loro complicità) un gruppo di estrema destra seminava il terrore in Germania.

 

Da parte loro i servizi si sono giustificati tirando fuori le origini storiche della Linke. Die Linke, la sinistra, infatti, è il partito che si colloca più a sinistra nel Bundestag. E’ formato da alcuni fuoriusciti dalla SPD, guidati da Oskar Lafontaine, storica figura della sinistra tedesca, e dalla PDS (Partei des Demokratischen Sozialismus), la formazione nata dalle ceneri della SED, il partito unico al potere nella DDR dal 1945 fino al 1989. Per questo motivo va fortissimo nei Laender dell’Est dove raggiunge anche oltre il 30% dei voti (come in Sassonia Anhalt), raccogliendo soprattutto consensi tra i delusi dell’unificazione e qualche nostalgico del dirigismo statale, mentre in occidente si attesta su numeri decisamente minoritari (tra il 6% della Baviera e l’8% dell’Assia).

 

Insomma, per fare un parallelismo, mentre in Italia chi si definisce di estrema sinistra può vantare nel proprio passato l’appartenenza ai comunisti italiani, che al massimo sono andati al potere in Emilia Romagna, molti appartenenti alla Linke vengono da quel partito (la SED), che ha oggettivamente retto una dittatura per oltre quarant’anni. Tanto per dire, alle recenti celebrazioni per la caduta del muro di Berlino, quando tutti si sono alzati in piedi per un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del regime, alcuni deputati della sinistra sono rimasti provocatoriamente seduti. Per fare un paragone un po’ forzato (ma neanche troppo), per molti, soprattutto all’est, la Linke rappresenta quello che l’Msi era per molti italiani negli anni ’50.

 

Detto questo, però, l’attività dei servizi nei confronti dei deputati della Linke è apparsa forzata anche ai commentatori più conservatori. Gysi, per esempio, viene sì dalla SED, ma nel partito che fu della DDR, ha sempre rappresentato la parte più critica. E in qualità di avvocato ha sempre difeso i dissidenti della Germania dell’Est. E a capire che la Linke, con il suo livello di ltigiosità interna, rappresenta al massimo un pericolo per se stessa, basta leggere i giornali.

 

A difendere l’operato dei servizi è rimasta solo parte della CDU (tra cui il ministro dell’Interno Hans-Peter Friedrich) e l’imbarazzo, anche per il governo della Merkel, si fa sempre più pesante. Il Bundestag ha intanto deciso di creare una commissione d’inchiesta per fare luce sulla faccenda. Non sarà un lavoro facile.

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